Anche quest’anno si sono svolte le manifestazioni per lo sbarco di Anzio e anche quest’anno non siamo riusciti a partecipare come Associazione A.LA.RI.S., comunque non è certo dipeso da noi ma sicuramente per colpa delle amministrazioni locali che sono costantemente pervase dalla burocrazia e dalla politica.
Noi abbiamo cercato contatti e abbiamo inviato una lettera da consegnare al Sindaco di Anzio, ma non ci ha preso in considerazione nessuno, probabilmente per discordanze politiche o come già scritto per mera burocrazia.
Comunque la nostra unica soddisfazione è stata che due nostri Soci hanno partecipato e organizzato due eventi sia ad Anzio che a Nettuno.
A Nettuno una mostra su “Impronte Belliche” curata in parte da Daniele Musilli e Arianna Cataoli, ad Anzio un’esposizione, a Villa Adele, di fotografie, oggetti, e uniformi sulla sanità con la collaborazione di Arianna Cataoli e Daniele Musilli. In queste due manifestazioni si è riscontrata una ampia presenza di pubblico.
Daniele e Arianna sono due Soci A.LA.RI.S.
In compenso noi ci siamo rifatti con una bella cena alla pizzeria trattoria Tani, con l’eccezionale partecipazioni dei Soci A.LA.RI.S. provenienti dal Veneto. E’ doveroso menzionare il Socio Giorgio che ha ospitato presso la sua abitazione i Soci Veneti, con il fondamentale e risolutivo intervento della moglie Maria Rosa.
E’ da rimarcare che il Socio Marco è riuscito a consegnare la Coppa Alaris a Stefano Cecchetto. Era doveroso.
Rimane l’amarezza di non aver potuto partecipare alle manifestazioni ufficiali ma l’inestinguibile e piacevole soddisfazione di una stupenda cena che ha visto una ventina di presenze con la gradevole partecipazione di sei mogli.
Per l’occasione si è svolta l’Assemblea dell’Associazione che ha visto come evento rimarchevole l’elezione a Vice Presidente dell’Associazione A.LA.RI.S. della Socia Arianna. Speriamo bene!!!
Anche quest’anno abbiamo proseguito con il tradizionale svolgimento della Coppa Alaris, e “purtroppo” anche quest’anno non è mancata la partecipazione dei Soci Veneti della gemellata -Associazione 4 novembre Ricercatori storici Schio-. E’ stato scritto “purtroppo” perché anche quest’anno la Coppa ha preso la strada del Veneto, infatti come è avvenuto per la X Coppa il vincitore è stato di nuovo Stefano Cecchetto, autore del libro “Ricerche tra Montello e Piave”.
La X Coppa l’ha vinta con il ritrovamento di una baionetta del ’91, quest’anno, non contento, ha tirato fuori dal cilindro una rara Daga della Guardia Nazionale del Regno di Piemonte, uno spettacolo.
Questa Daga risale al 1859 era stata data in dotazione ai cannonieri e nella Prima Guerra Mondiale agli ufficiali di artiglieria. Un pezzo fantastico con lama in acciaio e impugnatura in ottone con un simbolo “M” di cui non siamo riusciti a trovare il significato, lunghezza totale di circa 58 cm.
I laziali hanno spazzolato in zona La Campana (ormai arata), i veneti sull’Altipiano di Asiago, per quanto riguarda la capienza del materiale non c’è partita, al nord hanno combattuto per anni qui da noi per mesi.
Per noi laziali il tempo è stato oltremodo clemente e caldo, i veneti hanno fatto lo slalom tra una goccia e l’altra.
I laziali, dopo un’abbondante colazione, per il pranzo hanno risolto con tramezzini generosamente offerti da Giorgio, i veneti hanno fatto raccolta di funghi, in compenso noi abbiamo fatto incetta di fiori di zucca…buon appetito a tutti.
Il 22 febbraio si è svolta una manifestazione, patrocinata dal Comune di Nettuno, nel Poligono Militare con tema “La Sanità Militare e non solo”.
L’organizzazione è stata in gran parte curata dalla nostra socia Arianna, che si è interessata soprattutto dell’allestimento e dalla esposizione dei reperti che hanno interessato l’attività della Sanità Militare nella Seconda Guerra Mondiale con particolare riguardo allo sbarco degli Alleati nelle zone di Nettuno e Anzio.
Sicuramente in questa fase Arianna si è avvalsa della collaborazione del marito medico
Arianna ha permesso la partecipazione della nostra Associazione con la presenza del Presidente Antonio e il Socio Fondatore Giorgio che hanno curato la presentazione di diversi pannelli che hanno illustrato alcuni nostri ritrovamenti. In particolare il Socio Giorgio si è impegnato ad illustrare il nostro materiale ai bambini e soprattutto alle madri.
Particolarmente emozionante è stato calpestare la spiaggia dove sono sbarcate le truppe Americane, sentire in moto il motore radiale aeronautico di un Savoia Marchetti e farsi una foto accanto alla stele marmorea a ricordo dello sbarco, posizionata nel 2024.
La partecipazione dell’associazione A.LA.RI.S. è stata riconosciuta dal Sindaco di Nettuno e dal Presidente dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia) che ci hanno gratificato di un’attestato di partecipazione alla manifestazione, soprattutto ad Arianna.
In calce abbiamo il piacere di trascrivere un commento del Sindaco di Nettuno, Nicola Burrini.
Annuale Assemblea A.LA.RI.S. con calata degli Unni dal Veneto
Domenica 19 gennaio 2025 si è svolta l’annuale Assemblea della nostra Associazione, ma soprattutto si è registrata la presenza di ben 3 (tre) nuovi Soci calati dal Veneto: Stefano C., Massimo e Dino.
Com’è ormai tradizione dopo una rapida e “bagnata” spazzolata mattutina abbiamo messo i piedi sotto al tavolo all’Agriturismo Valle Maggio. Qui com’era prevedibile abbiamo dato il nostro meglio, solita lotta per i mejo posti, immediata richiesta di caraffe di vino, litigata sulla scelta dei primi etc. etc.
I Veneti si sono presentati con cartoni di vino, prosecco e chilate di riso Carnaroli, sempre molto generosi…avremo sicuramente modo di sdebitarci quando saliremo al Nord.
Gradevole è stata la presenza della nuova Socia, Arianna, nella speranza di portare un pò di bon ton femminile. Le cose sono due, o noi diventeremo gentili ed educati o lei sarà irrimediabilmente depravata…vedremo.
Dopo pranzo, nei fumi dell’alcool si è svolta l’Assemblea, rapida, concisa ed essenziale.
Precedentemente era stata consegnata la Coppa ALARIS al nuovo Socio Stefano C.
L’Associazione A.LA.RI.S., Associazione Laziale Ricercatori Storici, il 20 aprile 2024 a Palazzo Chigi di Ariccia ha illustrato in una breve conferenza, una piccola esposizione di reperti della Seconda Guerra Mondiale ritrovati all’interno del Parco durante una serie di ricerche effettuate nell’inverno del 2024.
In due capienti teche, posizionate davanti alla Sala Maestra, hanno trovato posto autentici cimeli appartenuti ai soldati americani, italiani e tedeschi di stanza ai Castelli Romani. Mostrine, fibbie, bottoni con la scritta US per divise, occhiali da carrista, scatole di cibo tedesche, tubetti di schiuma da barba, una bottiglia di Coca Cola, e altri oggetti tra cui posateria, gavette, spazzolino da denti e tubetti di formaggio.
Molto interessante un elmetto italiano M33 e caricatori di una mitragliatrice russa sicuramente preda bellica.
L’Architetto Francesco Petrucci, curatore di Palazzo Chigi, in apertura dell’incontro si è detto “gratificato, come storico, di aver potuto accogliere delle testimonianze sul conflitto”, facendo poi un excursus sui fatti storici dell’epoca, dall’armistizio dell’8 settembre ‘43 allo Sbarco di Anzio nel ‘44 e ai bombardamenti che colpirono l’area dei Castelli Romani.
Ha preso poi la parola il Segretario ed ex Presidente di A.LA.RI.S. Stefano Romanini. “Siamo venuti a conoscenza che, dopo lo sfondamento dell’Artemisio da parte degli Americani avvenuto ai primi di giugno ’44, molte truppe di ambo le parti si erano accampate nel Parco. In quella zona sono infatti transitate due divisioni americane in particolare la 45° e la 36° sempre della V° Armata. Da parte tedesca la 362 divisione di fanteria, identificata dalle piastrine di riconoscimento dei soldati, oltre a reparti di paracadutisti.
“Le nostre ricerche, dopo le autorizzazioni da parte del Comune di Ariccia nella persona del Sindaco dott. Gianluca Staccoli e coadiuvati dall’Architetto Francesco Petrucci, si sono concentrate su distinte zone che abbiamo identificato in base ai ritrovamenti: zona tedesca, zona italo-tedesca, zona americana.”
Sempre nella stanza dedicata alle mostre potrete vedere delle rarissime immagini del bombardamento del Parco effettuato dagli alleati il 1° febbraio 1944 con il parziale danneggiamento del Ponte”.
Il convegno si è poi concluso con le parole del Sindaco di Ariccia, Gianluca Staccoli, che ha esortato i giovani ad “avvicinarsi alla storia, allo studio della storia tramite questi interessanti incontri che noi, come amministrazione, molto spesso proponiamo in questo meraviglioso palazzo del Bernini di cui siamo particolarmente fieri: conoscere la storia, la nostra storia e quella dei nostri territori per guardare con più fiducia verso il futuro”.
Articolo del giornale Castelli Notizie Aprile 2024 sull’evento.
A seguito di contatti presi dal Socio Giorgio, Organizzatore dei Trasferimenti, con alcuni ragazzi in zona Altipiano dei Sette Comuni, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere il Presidente dell’Associazione Ricercatori Storici IV novembre di Schio, sig. Giorgio Dall’Igna
L’incontro è stato estremamente positivo al punto che le due associazioni A.LA.RI.S. e IV novembre hanno dato origine ad un gemellaggio che sicuramente sarà motivo di soddisfazione per entrambi.
Precedentemente abbiamo compiuto con l’aiuto di due gentilissimi e disponibilissimi ragazzi, Massimo e Dino, alcune escursioni in zona Altipiano di Asiago. Ci hanno portato in zone con acquartieramenti, trincee, accampamenti, baraccamenti con notevoli testimonianze risalenti a battaglie della I° Guerra Mondiale, con tracce dei vari contendenti.
Le soddisfazioni riguardo ai ritrovamenti sono state notevolmente appaganti, ma soprattutto si è creato uno spirito di corpo che speriamo possa portare ad ulteriori randez-vous.
Noi siamo stati in zona dal 4 all’8 ottobre 2023 e l’incontro si è concluso l’ultimo giorno con un considerevole e cospicuo pranzo a Santa Caterina di Tretto (Schio) dove è avvenuta la cerimonia del Gemellaggio.
L’Associazione Laziale Ricercatori Storici è stata degnamente rappresentata dal nostro Presidente Antonio.
Si rinnova il ringraziamento per l’organizzatore di questo incontro, Giorgio, che sicuramente si riproporrà il prossimo anno.
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Qualche tempo fa siamo stati contattati dall’amico Giampiero, appassionato di storia nonché ricercatore, per interessarci alle postazioni tedesche nella zona di Roccaraso.
Dopo aver consultato alcuni libri sull’argomento e soprattutto parlato con alcuni abitanti della zona ci siamo dedicati alle ricerche sul campo, inizialmente abbiamo trovato tracce di trinceramenti sicuramente tedeschi e alcune indubbie postazioni di MG realizzate con muretti a secco.
Fornelleto da campo “Esbit”
I monti, meta delle nostre ricerche, erano parte della Linea Gustav e dominano la valle del Sangro, sicuramente i tedeschi con buoni appostamenti riuscivano facilmente a tenere sotto controllo eventuali attaccanti. Inoltre sappiamo che lungo il Sangro insistevano truppe inglesi dell’8° Armata Britannica che però non riuscivano a sopraffare le linee germaniche.
“Tane di volpe” per MG
In seguito abbiamo cominciato a trovare testimonianze costituite da grosse trincee e acquartieramenti composti da voluminose fosse semicircolari, con un’entrata, che venivano ricoperte di tronchi e zolle,questi manufatti servivano come posti di ricovero per la truppa e magazzini e a volte erano collegati tra loro da trincee a “zig zag”.
A seguito di alcune ricerche è emerso che la zona è stata oggetto di intensa attività di artiglieria da parte degli Alleati che avevano cercato di ingannare i tedeschi facendo loro credere ad un eventuale sfondamento in quella zona, i tedeschi caddero nel tranello rinforzando le difese e facendo affluire truppe scelte, la riprova di questa tesi è che abbiamo trovato indubbie tracce della presenza di paracadutisti.
In realtà il motivo di queste poche righe è la mera soddisfazione di aver trovato tracce inequivocabili della presenza di alcune specifiche truppe presenti in quella zona.
A seguito del trucco attuato dagli alleati i tedeschi avevano trasferito truppe particolarmente addestrate per evitare lo sfondamento della linea del Sangro e in modo particolare il Fallschirm Maschinengewehr Battaillon 1 asservito alla 1° Fallschirmjager Division, si tratta appunto di truppe paracadutiste di prima scelta.
Di questa particolare unità militare di provata esperienza combattiva, abbiamo rinvenuto un piastrino identificativo e due scarponi. In modo particolare gli scarponi risalgono al primo tipo utilizzato nelle iniziali operazioni della Seconda Guerra Mondiale. Anche il numero sul piastrino, non molto alto, indica che il soldato ha partecipato a precedenti azioni prima di essere inviato in Abruzzo: Norvegia, Olanda, Creta, Sicilia etc.
Ai primi di dicembre i tedeschi avendo capito l’inganno degli alleati sposteranno questi militari sulla costa adriatica sostituendoli con la 305° Divisione di Fanteria.
Ritrovamenti di particolare interesse sono anche la spilla con la bandiera francese, forse appartenuta ad un coscritto alsaziano o ad un veterano della Francia e la spilla italiana forse oggetto di scambio tra commilitoni dell’Asse.
Purtroppo la gran parte di queste truppe hanno avuto un comportamento crudele nei confronti della popolazione, avendo attuato la strategia della “terra bruciata” minando e distruggendo interi paesi, Rivisondoli, Roccaraso, Castel di Sangro e requisendo agli abitanti tutti i beni comprese coperte e vettovaglie, stufe e soprattutto animali per sfamare i soldati.
Si ricorda in modo particolare la strage di Pietransieri nella quale furono trucidati 128 civili per non aver rispettato l’ordine di sgombero del paese.
Verso la fine di maggio e i primi di giugno del 1944, dopo lo sfondamento della Linea Gustav, le truppe tedesche, rischiando l’accerchiamento, abbandoneranno l’Abruzzo e risaliranno a nord verso la Linea Gotica.
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A volte nella ricerca anche un oggetto piccolo e dall’apparenza insignificante può raccontare una storia, è per questo motivo che non si lascia nulla di quello che viene rinvenuto.
La storia che ci racconta questa targhetta è una storia drammatica che ci fa ritornare indietro al 1958, esattamente al 22 ottobre 1958.
Il Vickers Viscount G-ANHC decollava da Londra alla direzione di Malta via Napoli, ma a Napoli e Malta non ci arrivò mai, il suo viaggio sarebbe terminato drammaticamente nel cielo di Nettuno.
Era il 22 ottobre del 1958, il Viscount con marche G-ANHC,che la compagnia aerea British European Airway (BEA) aveva nominato “R M A Sir Leopold McLintock” in onore dell’esploratore Irlandese, che per conto della Corona Inglese aveva scoperto l’arcipelago artico canadese a metà deldiciannovesimo secolo, operava il volo BE142 da Londra con destinazione finale Malta e fermata intermedia a Napoli.
I 5 membri dell’equipaggio ed i 26 passeggeri decollano alle 08:41 da Londra (orario locale), il volo prosegue senza problemi ad una quota di crociera di 23500ft (7100m) ed alla velocità di 272 nodi (490km/h), alle 11:44 (orario di Londra) l’equipaggio contatta la torre di controllo di Roma per riferire la propria posizione su Ostia, alle 11:50 il Viscount fa perdere le sue tracce.
Un’ora prima circa, alle 10:45, un gruppo di 4 caccia a reazione F-86 Sabre, decolla da Pratica di Mare, per eseguire una esercitazione nell’area dedicata e proibita al traffico aereo civile (nella foto 4 aree 15 e 18).
Il Viscount dovrebbe tenersi all’interno dell’aerovia A1 che da Ostia passa su Ponza, ma a causa di un errore di navigazione, si trova invece all’interno dell’area interdetta, alle 11:50 uno dei quattro F-86(quello del leader) impatta con l’ala destra la fusoliera del Viscount durante una picchiata, quest’ultimo subisce un impatto catastrofico che di fatto spezza in due la fusoliera, per i 31 occupanti dell’aereo non c’è via di scampo. Tutto avviene nel cielo sopra Nettuno.
Il pilota del F-86 riesce a salvarsi grazie al seggiolino eiettabile e viene ritrovato con il paracadute appeso ad un albero, in prossimità della zona del laghetto Granieri a Nettuno.
La rotta e l’impatto avvenuto sulla verticale del quartiere Ponserico, fa sì che i detriti e gran parte della fusoliera del Viscount ricadano nell’area est del quartiere Cretarossa, le sezioni principali vengono trovate all’interno del Poligono Militare di Nettuno, dove tra l’altro è stato eretto un memoriale nell’aprile del 2006 in ricordo del fatale evento.
L’incidente destò molta commozione nei residenti e nei molti testimoni oculari, che videro il Viscount cadere lentamente a terra.
Le indagini sull’incidente non riuscirono ad individuare una causa certa del fuori rotta del Viscount , venne quindi derubricato come “fatalità” (o come dicono gli anglosassoni“act of God”); tuttavia gli investigatori ipotizzarono tra le varie possibili cause, una anomalia del ricevitore ADF (Automatic Direction Finder), usato nei Visconut della BAE come fonte primaria della radio navigazione (l’aeromobile non era dotato di un impianto VOR).
Questa la storia, ma ora veniamo al presente:
Come anticipato, recentemente in una delle nostre ricerche sul campo abbiamo rinvenuto nell’area ovest bosco di Foglino una targhetta, che dopo la pulizia ha rivelato varie scritte incise, tra cui
MF.DF.
RECEIVER
TYPE
AD7092D
INSTALLATIONN° 325590
La targhetta è chiaramente quella di identificazione di un ricevitore ADF, ricerche effettuate sul modello AD7092D hanno evidenziato che si tratta di un ricevitore ADF di uso aereonautico, installato sugli aeromobili Viscount negli anni 50, prodotto dalla Marconi.
La versione base del ricevitore ADF, la AD7092 è stata prodotta nel 1952, per cui la versione “D” poteva essere installata sul Viscount nel 1958.
Il ritrovamento è particolarmente interessante sia per la tragica storia che ci fa riscoprire, ma anche perché essa stessa appartiene al ricevitore ADF che potrebbe essere stato la causa della deviazione della rotta dell’aeromobile e quindi causa dell’incidente, almeno secondo una delle ipotesi del rapporto di incidente rilasciato dall’ICAO nel 1959 (circolare 59 numero54).
L’Autorità Aeronautica Inglese (CAA) contatta per renderle noto il ritrovamento, ha richiesto che gli venga spedita la targhetta anche se si ritiene non possa avere un effetto sulle indagini dell’incidente ormai chiuse da sessanta anni.
La targhetta è stata quindi prontamente inviata alla CAA come richiesto.
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Dopo due esperienze ad Anzio, quest’anno, nell’occasione del 75° anniversario dello Sbarco di Anzio, la nostra Associazione è stata presente a Nettuno il 18,19 e 20 gennaio, il Comune, tramite la Pro Loco, ci ha messo a disposizione una casetta in legno (3 mt. X 3 mt.) lungo il litorale di Nettuno,precisamente di fronte all’entrata del Comune.
Anche se lo spazio a nostra disposizione era molto ristretto siamo riusciti ad inserire nel nostro stand alcuni pannelli e un tavolo con posizionati una serie di oggetti mirati ad illustrare la vita dei soldati degli opposti schieramenti, gli oggetti da noi esposti erano esclusivamente frutto delle nostre ricerche in zona.
I pannelli in questione erano divisi per tematiche, si andava dalle posaterie, oggetti per la toilette, contenitori di cibo,contenitori di medicinali, oggetti personali, insomma tutto il necessario perla vita del soldato.
Chiaramente non mancavano elmetti, stemmi e distintivi che rappresentavano i vari paesi in lotta.
Per noi è stata un’esperienza interessante perché ha dato modo, specialmente ai giovani, di vedere e poter toccare con mano, l’utilizzo di questi oggetti da parte dei belligeranti.
Produttivi sono stati alcuni incontri con parenti e
rappresentanti di associazioni provenienti dagli Stati Uniti e Gran Bretagna
che ci hanno dato numerose indicazioni e trasmesso interessanti notizie e
storie sui loro parenti.
Alcuni nostri Soci hanno avuto l’opportunità di essere
presenti martedì 22 alla commovente cerimonia svoltasi nel cimitero americano
di Nettuno a ricordo delle vittime li sepolte.
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A maggio del 2018 l’Associazione A.LA.RI.S. è stata chiamata per un sopralluogo nella zona del Grappa, chi ci ha convocato è un “Socio Onorario” ben conosciuto soprattutto nelle zone dell’Altipiano per le sue profonde conoscenze sulla I° Guerra Mondiale. Viene spesso interpellato dalle autorità preposte per consulenza o messa in sicurezza di situazioni che possono arrecare pericolo.
Noi non siamo degli esperti su materiale della I° Guerra Mondiale però abbiamo avuto la fortuna di effettuare un ritrovamento abbastanza interessante e in buono stato di conservazione.
Si tratta di due “Maschinengewehr Kraken Abzeichen”, distintivi austriaci per reparti di mitraglieri.
Come si può vedere su una copertina di un vecchio numero di “Uniformi e Armi” venivano cuciti sulle mostrine del bavero dietro alle stellette che indicavano il grado, erano quindi speculari.
Ne esistevano due versioni, una con la corona asburgica per l’esercito austriaco e una con la corona di Santo Stefano per l’esercito ungherese.
Quelli trovati da noi si riferiscono all’esercito austriaco.
Sotto la corona sembra di scorgere un animale mitologico, un’idra, con al centro la testa di un drago.
Le misure sono circa 3,8 cm x 3,3 cm e il materiale sembrerebbe essere ottone.